E’ tempo di crisi? Il locale ha chiuso!
Non sono pochi anni che assisto e che partecipo a questo “mondo vela” e per molto tempo ho fatto anch’io parte del “carrozzone”. Un mondo parallelo a quello reale e per questo molto irreale. La cosa più evidente dieci anni fa era che questo mondo era sì irreale ma ricco….molto ricco….troppo ricco!

I “velisti protagonisti” ma anche parassiti di questa irrealtà, macinavano chilometri e chilometri e fabbricavano migliaglia di punti Millemiglia per poter stare dietro a tutti gli impegni presi…..si giocava all’incastro delle date. Non c’era un weekend libero e non esisteva tra Maggio e Settembre rimanere più di tre giorni in fila a casa. Le barche erano tante e le manifestazioni crescevano di pari passo. Non era mai un problema mettere insieme 30 o 50 scafi da far navigare. Potevi partire per il caldo a Dicembre e rientrare a Febbraio senza preoccuparti di alcunchè, gli ingaggi erano lì ad aspettarti.
In questa sovrabbondanza esistevano tre categorie, due di queste sono ancora più evidenti oggi: i Professionisti quelli Veri ed i velisti che si davano un tono facendosi pagare a caro prezzo per i propri minimi servigi. Poi c’erano quelli che adorano la vela e le regate, disposti a sacrificare ferie e famiglie per il loro stupendo hobby…..ma questi fortunatamente ancora ci sono e non sono il motivo del mio approfondimento.
Ma cosa è successo in questi dieci anni? E’ successo che le flotte sono crollate…..gli spagnoli che vivevano di sponsorizzazioni hanno ridotto il numero dei team del 50% anno dopo anno tant’è che diedero vita al circuito dei TP52 monopolizzando la flotta per ridursi al solo Bribon nel 2009. I campionati invernali, che valevano come training o warm up per la stagione a seguire, son diventati dei veri campionati invernali da fare con gli amici. Un numero? Nel Tigullio si tiene da oltre vent’anni uno dei più interessanti campionati. Le barche presenti sono sempre più state vicini alle cento unità che alle settanta…..quello appena concluso tra irc, orc, a, b, c, etc, etc non ne metteva insieme 45. Professionisti presenti cioè portafogli disponibili a pagarli? Forse un paio ma non di più!
Per anni il bengodi era l’IMS: tante barche, tanti team, uno scafo nuovo a stagione per correre dietro ai numeri……quelli erano soldi facili per fare cassa a fronte di una infinità di giornate di mare….lì c’era spazio per tutti…..potevi ritrovarti a fare la stagione con cinque barche diverse tante erano le regate.
Il Top era la Coppa del Re a Palma: 130 scafi divisi in sole due classi, oppure il Campionato Europeo di Punta Ala che annoverava anche 80 scafi. Quindici barche o progetti nuovi a stagione erano il minimo! Oggi a Palma si corre in sette, otto, nove categorie differenti per raggiungere gli stessi numeri. Punta Ala ha cambiato nome e si è ristretta al Mediterraneo ma quei numeri nemmeno li sogna. Barche nuove? I cantieri stanno chiudendo le seracinesche ma provo ad andare a memoria sui nuovi progetti. Per il 2009 giusto il GS46 e il MC46, per il 2010…un Comet 50? Se pensi poi ai Custom, ti vien quasi da ridere!
La verità? Quella arriva dal mondo reale.
Il tasso di disoccupazione e’ il dato peggiore da quando non c’erano le statistiche.
Il Prodotto interno lordo è il peggiore dal 1971.
Il rapporto di indebitamento dello Stato è ca. 116%.
Mi direte ma dov’è la novità? Tutto questo per dire?
Non ci può essere nessuna novità ed i numeri del nostro mondo irreale ne sono lo specchio. Sono stati un pò più lenti gli eventi ma ora sono arrivati e non senti più un velista dire che ha preso troppi impegni e subappalta i posti. Sono rimasti i Professionisti che in quanto tali sono i vincitori della selezione naturale in atto e come nell’economie meritocratiche sbarcano serenamente il loro lunario.
Questo punto che abbiamo raggiunto era inevitabile e forse ci si sarebbe arrivati comunque anche senza Crisi perchè quando dei bimbotti, senz’arte nè parte, chiedono 500 euro al giorno e qualcuno glieli dà, vuol dire che si corre velocemente verso il collasso del sistema.
Ma dove vuole arrivare questa riflessione? Da nessuna parte ripeto, vuole essere una constatazione da chi ora è uno spettatore ma che allo stesso tempo riceve sos da velisti che hanno cavalcato fino ad oggi l’onda senza costruire nulla di sensato o senza averne le capacità evidentemente. Ad essere cattivo avrei potuto rispondergli: “Ti eri imbucato alla festa….ma dopo molti drink e tante pacche sulle spalle ti sei ritrovato all’alba con l’ultimo birrino sul marciapiede di fronte al locale ormai chiuso”!
Giusto o sbagliato Darwin detta legge e non è cinque minuti che lo fa!
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Era già una settimana che non si parlava delle paghette.
Non mi far dar ragione al Vigo….ogni tanto leggi quello che c’è scritto nei post perchè di paghette non si ragiona proprio
.. crisi crisi crisi e il nuovo corso della FIV che fa??? RADDOPPIA le fees per le sponsorizazzioni , triste scoperta fatta ieri quando ho fatto l’iscrizione dei due marchietti amici che ancora ci seguono. Pdm
la crisi pesa certo ma forse è una coperta troppo corta per nascondere il vero problema: e cioè che per anni troppe persone hanno preso per il c… armatori, sponsor, media…con promesse da mille e una notte salvo poi bruciare l’ingenuo interlocutore che, una volta spennato, si è ben guardato dal ributtare e ribruciare i propri soldi.
I responsabili? sicuramente qualche bandito e a qualsiasi livello (dalla Coppa agli optimist), ma in generale un atteggiamento collettivo spesso troppo tollerato da tutti perchè a beneficio di tutti, pensando che morto un papa (sponsor) se ne sarebbe fatto subito un altro…
e invece oggi in molti (tra i quali anche più di un innocente) sono a piangere e pur di campare ci si svende (a tutti i livelli…da chi va in barca a chi lavora nel backstage) a due lire.
la crisi e la disoccupazione dello pseudo professionista della vela, etc, tutto ciò è probabilmente vero ma come si dice nel pezzo: “… Il tasso di disoccupazione e’ il dato peggiore da quando non c’erano le statistiche …” mi sembra quindi fisiologico che ciò accada anche nella vela anche in maniera maggiore che nel “reale” mondo del lavoro visto che la vela (per chi paga) non produce reddito ma anzi …
l’anno prossimo sara’ una strage fra M24 e M32..gia’ il 2010 non e’ un bel vedere!
Caro Ministro è vero, sarà una mattanza, però come si dice in molti casi:”Ad ognuno il proprio lavoro”. Non penso che ci siano a spasso dei fenomeni, quelli lo hanno il culo su una barca, sono a spasso millantatori, sono a spasso perchè… l’Happy Hour è FINITO e nonsi prende più due al posto di uno.
TP 52 ferito. M 24 statico. M 32 in flessione. F 40 agonizzante. F 30 morto. RC 44 emorragico. GP 42 tramomtato. GP 26 e 33 mai nati. Tutto il resto e’ noia. Il quadro e’ abbastanza fosco o vado avanti?
Si bisogna andare avanti perchè non è solo una questione di soldi.
Ciò che manca è anche il ricambio generazionale degli armatori, figlio del funerale delle derive iniziato con il nuovo millennio.
Era immaginabile che nel breve periodo ovvero, fino al 2006, i numeri sarebbero stati in flessione ma ancora buoni. Il contraccolpo forte si avverte da un paio d’anni, il che rende le prospettive per il futuro preoccupanti.
Se si osservano bene i numeri ad essere in crisi è lo SPORT della vela e non la Nautica in generale.
FINTI VELAI,FINTI VELISTI,FINTI TEAM MANAGER,FINTI CANTIERI…ANDATE A LAVORARE,ripeto,LAVORARE!!!
Sono sconvolto ed imbarazzato! Sono un finto scrittore e questa era la prima cosa seria che scrivevo……un successone di interessanti e concordi opinioni!
Ora rifletto e dopo una quarantina di altre goliardie riscriverò qualcosa di sensato.
Ammetto che stamattina mi vergognavo un pochino appunto perchè Finto Scribano
e’finito il tempo di andare in giro in infradito,occhiali da sole e cappellino e rubare soldi al malcapitato di turno…ah dimenticavo,crema solare!
Pex ellapeppa che post che hai buttato su!
Vado di corsa a farmi l’ultima birretta
ci sarà pure la crisi ma in Coppa America siamo sempre tra le nazioni più rappresentate. Come mai?
E come mai Mascalzone con tutto questo ben di Dio a spasso mi imbarca due italiani in croce?
E come mai un circoletto di Roma fa il challenger of record dopo che al massimo hanno organizzato il match race di Nettuno tra scapoli e ammogliati?
E come mai Soldini and friends non trovano (ancora) una lira?
E come mai tutto il settore della vela sportiva è preda di un pressapochismo dilagante che quasi ci vien voglia di rimpiangere Gaibisso?
E come mai non me ne vado ancora a dormire?
Buonanotte a tutti dalla vostra Topolona!
Oh mia bella Topolona, quanti bei quesiti da affrontare mentre tu dormi ed io campeggio sull’A4. Provo ad affrontarli uno x volta.
-coppa america: sai che “Disperdere patrimonio e forze” è lo sport italiano preferito col risultato di un budget nn sufficiente (+39), un budget modesto (Mascalzone), un budget da semifinale ma speso male (Luna Rossa). Messi insieme? Un budget da Coppa America o per lo meno da recuperare il gap tecnico o da comprare le idee che separava i silver bullet dai new zealander e da alinghi
-club nautico di roma: ti ricordi il club nautico di valencia? Stessa roba cioè un challenge of record al servizio del defender
-italia70: soldini vuol gestire l’operazione come i suoi vecchi progetti (lui uno e trino). Non capisce che il suo ruolo manageriale si deve limitare ad essere il packaging o la copertina di una bella idea e poi far lavorare i professionisti. Non è nè cayard, nè coutts nè dickson
-fiv: la fiv di gaibisso era lì stantia dopo vent’anni a cui loro sembrava erroneamente di essere migliorati. Persone inutili in posti sbagliati ma da troppo tempo alla corte x essere allontanati. I nuovi partono da lì e vogliono cambiare col problema che nel frattempo i vivai sono stati abbandonati o depauperati quindi si stanno ritrovando a giocare a scala quaranta con un mazzo da quindici carte. Aspettiamoli dopo un quadriennio e giudichiamoli, non prima, tanto vent’anni sono già passati…uno più o uno meno…
Sono finalmente arrivato….buonanotte e sogni d’oro
poi vado a letto anch’io …
Soldini di soldi ne ha sempre trovati tanti e continua a trovarne in abbondanza ma come dice Bras fa meglio il solitario che il manager di facciata … Come velista direi che non ha il pedigree completo come Cayard o Grael ma come dicono in toscana “ha fatto il suo” e pure bene quand’era solo o al massimo in coppia nell’oceano …
ammazza, qui dentro si protrebbe tirar giù materiale per una tesi. E quelli che per esser andati in barca con un campione piuttosto che l’altro, poi s’inventano team manager e si portano a casa soldoni per occuparsi di finta logistica, finta comunicazione e finta visibilità?
come in tutti i campi, il buon prodotto rimane a galla, gli altri finiranno nel cestino.
S
Purtroppo ci vuole un cestino bello grande allora!