Italiani da esportazione
Auckland, un tempo si chiamavano Louis Vouitton Act….poi Pacific Series….ora Trophy ma la sostanza non è cambiata. Chiunque nutra il desiderio di America’s Cup partecipa a queste regate nella baia. Nell’edizione in corso mancano i due litiganti Oracle ed Alinghi, stremati dalle cause e spiazzati dal risultato. Riflettendoci la presenza di Oracle sarebbe stata di buon auspicio per un progressivo ritorno alla normalità. Bah, speriamo bene! Vogliamo la coppa, non per forza come quelle vecchie poichè il progresso è scontato ed auspicabile ma di certo la rivogliamo velocemente.
Nel frattempo Azzurra continua a farci sognare con un equipaggio tutto nazionale dove la differenza negli interfoni di bordo è solo scandita da espressioni dialettali: a poppa comandano in siciliano…da prua rispondono in ossolano.
Così non si può dire di Mascalzone Latino dove tanto sembra di aver messo un’etichetta ad una truppa di Ellison. Sarà l’amicizia tra i due o il fatto che Don Vincè aveva sposato la causa di Oracle sin da principio ma il frullato che ci stanno propinando non è che ci faccia sognare. Gli unici tre italiani a bordo sono giocatori di serie A ma nè comandano nè tirano le cime importanti. Un kiwi ribelle guida, un talentuoso americano sceglie la via….fatto sta che Flavio Favini nel ruolo di consigliere, Andrea Pavan a girare le manovelle e Massimo Gherarducci all’albero devono sforzarsi di parlare e recepire bene l’inglese se vogliono sapere cosa succede.
Parecchie invece sono le nostre esportazioni piazzate un pò in ogni team, a dimostrazione che non sempre sono necessari John, Paul, Kevin e Mike per poter andare forte. Ecco quindi i nostri consoli:
All4One annovera l’ormai torero di Madrid Calvo Castellano nel ruolo di Grinder.
Mai fuori dai team che contano il nostro napoletano residente in Spagna annovera nel cv il Moro nel 92, Mascalzone nel 2003 e Desafio nel 2007 senza dimenticare l’Olimpiade di Seoul nel canottaggio.
Il nuovo team francese Aleph invece utilizza Manu Marino da Carrara per far girare i suoi winch a mille all’ora.
Ho conosciuto questo titolare di un pub su una barca d’epoca alla fine degli anni 90 e non sapeva distinguere la prua dalla poppa. A suo vantaggio la forza di un toro ed una gran determinazione che lo ha portato con Luna Rossa in tutte e le sue due ultime campagne.
I russi di Synergy invece sfoggiano ben tre nostri patrioti: uno alla batteria dei coffee, uno alla tastiera del pc e uno a difendere la prua.
Federico Giovannelli, toscano classe ‘74, era già della partita con Luna rossa nel 2003 per poi approdare su Desafio nel 2007 a far coppia con Castellano
Franz Mongelli, romano de Roma, programmatore informatico e talentuoso derivista, per anni ha tenuto i piedi in due scarpe per saltare definitivamente il fosso con i Russi. Qui il ragazzo si è accasato visto che ormai segue gli imperialisti da alcuni anni sui Tp e prima nell’IMS ma nonostante lo sforzo non va con loro oltre la comprensione della parola Vodka.
Non migliore lo slang di Claudio Novi, genovese già con Luna Rossa nell’ultima coppa, che è entrato nel Team quasi per sbaglio a Nizza. Il titolare si fa male e lui che era impegnato a seguire i due Mascalzoni a disposizione per il Trophy, coglie la palla al balzo e rientra in partita senza per altro mollarla.
Good job guys!
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