Melges 24, lo stato dell’arte
Le recenti avventure di Scarlino hanno confermato, per chi mai ne dubitasse, le doti impareggiabili del barchino, unico in grado di adattarsi a condizioni di venti leggeri o di quasi burrasca, onde e correnti, equipaggi tosti o di livello famigliare. Il prossimo anno il Melges 24 diventerà maggiorenne e siamo ancora qui a chiederci chi e che cosa sarà in grado di rimpiazzarlo dopo i flop di tanti monotipi. Certo il più accreditato è ancora un prodotto Melges, il 20 piedi che alla sua seconda stagione schiera già una trentina di barche alle regate ma non dobbiamo dimenticare che il mondiale SB3 a Torbole con oltre cento iscritti potrebbe ridare ossigeno alla classe italiana, da sempre alle prese con numeri non all’altezza della fama internazionale.
Il Melges 24 è tutto sommato ancora lo stesso di quando a metà degli anni novanta fu presentato al mondo nautico, meravigliato per quella scelta di Buddy Melges di inventarsi un monotipo per fare allenare gli equipaggi di Coppa America con bompressi e grandi Gennaker. Reichel & Pugh fecero un capolavoro, e le doti marine sono andate forse al di là delle loro stesse aspettative. Alberi e boma bianchi e poi neri, ottimizzazioni qua e là, una lunga lista di costruttori con diverse qualità costreuttive, elettronica sempre più raffinata ma nulla che impedisca che barche di qualche annetto possano competere per un buon piazzamento. Tanto si è fatto per rovinarla ed altrettanto per fortuna si è disfatto: lo strallo che sembrava indispensabile per non rompere l’albero di bolina è stato accantonato (ma non la inutile zip sull’inferitura dei fiocchi): tanto gli alberi vengon giù in poppa, come si è visto ancora una volta a Scarlino. Poi le continue vessazioni ai poveri armatori sulle giunzioni delle derive, la tensione del cimino cancello di poppa, i blocchi per le vele sul boma e gli alberi meglio fermarsi per non farsi venire il nervoso. E poi le vele con la pazza corsa alla spesa per il piacere dei velai, prima si autorizzò il Kevlar ed oggi il 3DL, non ancora a punto. Ne abbiamo parlato a lungo di come la classe internazionale sia gestita molto male e le decisioni sembrino arrivare più per indispettire gli armatori che per favorirli. Sempre a questi geniali burocrati dobbiamo l’assegnazione dei campionati mondiali, quello di Annapolis è stato archiviato come il più brutto di sempre (poche barche, pochissimo vento, corrente e nebbia), quello di Tallin come il più caro di tutti: ai costi per il lungo viaggio va aggiunta l’iscrizione di 900 euro che fa il pari con quella di 700 euro dell’europeo di Hyerés.
In questo mare magnum sembra sia giunta all’attuazione (novembre) la proposta della classe tedesca di progedere alla pesa degli equipaggi non più preventivamente ma a campione. Al rientro in porto in qualsiasi giornata di regata alcuni equipaggi potranno essere chiamati al controllo di stazza della barca e del peso degli atleti. Un’ora di tempo per rientrare nei 360 Kg, una penalizzazione in punti se si sfora di qualche chilo, la squalifica se si sbraga di molto. A noi che non giochiamo con i nostri corpicini sottoponendoli a diete, saune, corse, cure diuretiche prima della pesa non cambia nulla, anzi ci piace nel caso essere controllati dopo le regate, quando siamo tutto sommato ai minimi del nostro peso.
La classe italiana sta lavorando molto bene, ha sparato fuori le date per prima, e tutti si sono mossi di conseguenza; ha scelto di testare due nuove sedi di regata, Numana ed Alghero. Ha riconquistato il Mondiale 2012 che forse sarà proprio ad Alghero (speriamo non Scarlino, meglio Cagliari). Ottima notizia quella del contributo di 500 euro alle barche che parteciperanno all’Italiano di Alghero. E’ pronta anche una bella Convenzione di Volvo con Il Rina Hotel (catena Blue Hotels): 145 euro per quattro notti B&B in singola, 135 in camera doppia, una cena gratis ed eventuale notte supplementare a 35 euro. Volvo garantisce il servizio navetta per il porto.
Altre belle iniziative saranno la Coppa Italia per Corinthians a Settembre (Lerici ?) e la replica dei Clinics ad opera di Melges Europe con Federico Michetti, un campione che il mondo ci invidia, a disposizione di chi con drizze e scotte ancòra ci litiga. Sanremo e Portisco sono state un successo di critica e di pubblico, ma almeno una quindicina di equipaggi di Nordici sono a rischio per Alghero, si sa con il bel tempo iniziano i loro campionati casalinghi. Occorre stringere i denti e non mollare mai. Come sempre.
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Ah vedo che abbassate il tiro a 30 Melges 20.
Per una volta che non ha vinto micetta una parola per Favini che vince con lo zingaro e le north non la spendete?
Hai proprio RAGIONE…
Fantastico il Melges 24!!! La più bella barca di queste dimensioni, senza ombra di dubbio.
Avrei voluto vedere un Beneteau 25 con il vento che si vede! O meglio un Melges 20…
Mi sa che barche in grado di navigare in quel modo con vento così forte non ce ne siano.
EVVIVA IL MELGES 24! Non vedo l’ora di provarlo, e a breve succederà!
Ciao a tutti
Carolina
Mi inchino al rientro del barbuto Beppe! Ho dovuto aspettare un pò troppi mesi x rileggerti….bastone e carota….perchè su Av non siamo né ribelli né politici ma principalmente obbiettivi e questo a molti non piace. Ci manda un pò in crisi solo il TEAM, ma al cuore non si comanda!
E’ proprio vero al cuor non si comanda, welcome back my friend!