Il Melges 20 e il Teatro dell’Assurdo
Oggi tanto per cambiare vi parliamo un po’ del Melges 20, d’altronde per averlo praticamente tenuto a battesimo qui, per averci regatato, per averne parlato più di qualunque sito o blog e soprattutto per aver ospitato un infinito numero di commenti ci dichiariamo, autoreferenzialmente, autorevoli …..e per amicizia e vicinanza a Melges Europe anche di parte.
Le rotture dei timoni a Riva mi hanno portato a consultare le registrazioni della scatola nera di Adesso Vela e constatare che nella considerazione di molti il Melges 20 è:
1. Una barca di scarsa qualità costruttiva
2. Una barca che disalbera con estrema facilit
3. Una barca che tradisce il concept “easy sailing” che ha guidato il progetto.
4. Una barca molto costosa per non dire fuori mercato
5. Una barca poco marina che fa fatica a navigare con vento medio forte e onda anche minima
6. Una barca che ha grossi limiti commerciali per un regolamento che prevede una forma di selezione del timoniere
7. Una barca che rompe i timoni a ripetizione
Vero o no è innegabile che esistano degli episodi, e forse anche qualcosa di più, a conferma di quanto sopra e a conforto dell’unica tribù autoctona che non corre alcun rischio di estinzione, quella dei “vorrei ma non posso”.
Succede però che esiste anche un’altra verità, quella più semplice di tutte, quella delle barche che vanno in acqua.
Succede che la barca conosce un successo commerciale senza precedenti.
Succede che non esista un barchino di questo tipo (ma forse neanche un barcone) che esce sul mercato con un accordo di co branding con uno dei più prestigiosi marchi automobilistici mondiali
Succede che alla sua seconda stagione di regate, in Italia, a Malcesine, per la Gold Up (con buona pace di Hally Son e godimento intimo del brother Vigo) ci si aspetta una flotta internazionale di 40 e più Mosquitos.
Succede che non esista una classe monotipo che abbia creato in così poco tempo un fermento tra gli addetti ai lavori (velerie, velisti, accessoristi, strumentisti, giornalisti, opinionisti e compagnia cantante) così intenso.
Succede che gli armatori siano contenti della barca e forse anche dell’investimento fatto (e se poi non lo sono questo è il muro per lasciare il loro messaggio).
Succede che non se ne trova in giro uno usato manco a pregare in aramaico.
Succede, più di tutto, che la barca è divertente.
Allora io che sono un ragazzo di campagna e do per vero tutto mi chiedo come mai nessuno abbia ancora pensato a Federico Michetti come sostituto di Scajola per il Ministero dello Sviluppo Economico.
Ministro plenipotenziario, con portafoglio ed un paio di lauree HC in marketing nelle tasche.
Luisa sarebbe un ottimo Direttore Generale e, per certo, riuscirebbe a vendere un 20 senza sconto anche se le regalassero un appartamento con vista Colosseo.
Dove sta il vero? Quale la proiezione del barchino nei prossimi anni? Si arriverà mai a regatare in 100? Siamo già all’apice e dopo l’entusiasmo iniziale siamo già al declino?
Non che ce ne freghi molto ma ci piacerebbe che qualcuno, meglio qualcuno che ne capisce, riuscisse a svelarci il mistero buffo del Melges 20.
In attesa di commenti il Brontolo Sailing Squadron, per non saper né leggere né scrivere, va a fare la Gold Cup ma questo ve lo raccontiamo in un altro post.
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non stiamo un po’ esagerando?
1- l’italiano è più attento di altri alle mode
2- Melges è una griffe..per cui è certamente trendy fare vela melges
3- il 24 è stato un best seller iperlongevo come nessun’altra classe monotipo: ovvio che la seconda puntata (il 20) fosse stra atteso ed un bestseller ancor prima di nascere
4- è una bel barchino da vedersi
5- è trasversale: acchiappa il derivista ventenne come l’armatore over 50
6- c’è una macchina organizzatava / sponsor / immagine alle spalle che altre classi non hanno la fortuna o il merito di avere
7- è la novità più novità che ci sia
8- non ha concorrenza
9- il livello dei velisti è superiore al SB3 unico possibile termine di paragone che oggi sta nel mezzo tra vela quasi pro e vela della domenica: nè carne nè pesce e quindi non acchiappa
10- c’è crisi e un team di 3 persone non è la stessa cosa in termini di costi di uno da 5 o 7 o 10
dopodichè può piacere o non piacere…
d’accordo su tutto con mosè (e con un nome cosi come potrebbe essere altrimenti…) a parte i punti 7 e 8, le alternative:
- il CQ6, se solo fosse pensato meglio come progetto e se avesse avuto in italia una guida migliore.
- ma soprattutto il K650 che secondo me gira attorno al M20 in ogni condizione.
Anonimo, Mosè di barche sembra che se ne intenda, se mi tiri in ballo il CQ6 come interlocutore non mi sembri alla stessa altezza.
no no, non hai capito: ho fatto apposta il nome del CQ6 a fianco del melges 20…
Anche per qualità di costruzione, Benedetto non è stato del tutto onesto nel suo post sotto. Ha omesso qualche problemuccio strutturale della sua barca, ma forse solo perchè era le prima. speriamo.
Ripeto, per me una bella barca è il k650. poi il divertimento lo si ha regatando su barche uguali, anche fossero meteor.
1-gli inglesi quando esce una barca nuova di un cantiere “amico” ne cambiano 150 nel primo anno di vita, o quasi. I francesi fanno indigestioni di gabinetti con tenda… nsomma se non sono mode quelle quali sono le ragioni? Probabilmente hanno tutti un fred capace in patria?
2-Le griffe si creano, melges lo è, e tutti han lavorato per farla diventare trendy, inutile dire che gli utili di velerie e sponsor muovono nomi più della qualità delle barche.
3-Non so, basta una prova in mare, il 40.7 era una barca favolosa ma non per questo beneteau ha venduto tanti 40
4- vero
5-il derivista ventenne ci va per far divertire l’armatore over 50
6-vero, è un investimento, e mi pare che i numeri stiano confermandone la bontà
7-non proprio vero, di vere e grosse innovazioni non ne vedo tante sul mosquito, è una barca i cui progettisti non hanno voluto rischiare troppo, rischio che, se poi porta ad un cq6 et similia, a volte è meglio non prendersi
8-se si parla di italia vero, fuori staremo a vedere, per ora ce l’ha.
9-il confronto con l’sb3 non calza molto, hanno 5 anni di differenza, uno spirito agonistico e geografico completamente differenti, e soprattutto uno taglia tutte le velerie (che poi mandano nomi come quelli che ha citato capitan giallongo poco sotto, e gli altri vanno giusto per misurarsi)
10-vero, e visto che si vendono pochi vestiti anche oggi è meglio se mi compero un d-one per regatare in 400 barche agli invernali di finale…
11- non fraintendetemi, l’ho provata, non ho i soldi per gestirmela, mi piacerebbe averli e infatti ogni tanto butto lì 6 numeri…
Non parlo da Presidente della flotta Europea ma da conoscitore del barchino, utilizzatore dello stesso ed assiduo frequentatore della classe nazionale ed americana, ma soprattutto da proprietario di VALUE TEAM, un Audi Melges20
Caro il gioco è caro! per me carissimo, ma è davvero un bel gioco. Sarà piu’ economico del 24??… non lo ho mai avuto, ma certo che dedicare le attenzioni ad un barchino da 3 piuttosto che da 5 persone di equipaggio, ha evidentemente una valenza economica.
Timoni se ne sono rotti, alberi pure ed avete dimenticato in altri post di citare i candelieri: ma nessuno lo ha mai negato e come danni di gioventù tutto sommato dopo 16 mesi che il mosquitos è in acqua ed oramai ha navigato in un largo spettro di condizioni meteo marine, non mi sembra nulla di strano visto che la barca è utilizzata per farci regate.
Il gioco ha un main sponsor importante nell’AUDI che mediaticamente non ha rivali.
Sempre negli ultimi 16 mesi sono migliaia le pagine su internet che testimoniano il valore del barchino come strumento di comunicazione.
Competizione e par-terre sono di tutto rispetto. Io gareggio con un grande della vela Enrico Fonda e mi sono abituato a stare tra campioni di cui leggevo le gesta sulle riviste specializzate, ma giocarsela con Benussi, Bressani, Wilmot, Montefusco, Casale, Bolzan o Branko per me che dal lunedi’ al venerdi’ si confronta con un mondo diverso fatto di aerei e computer, è driver di sensazioni importanti.
Ho 25 giorni di ferie l’anno e 20 le utilizzo per fare regate ed allenamenti e per stare con Alessandro, Luca, Ugo, Marco, Dario, Renato, Niccolò, Stefano e tanti altri, per scelta e piacere e non per obbligo.
La cosa buffa è che sono convinto che ognuno a modo suo dei 40 armatori di Audi Melges 20 , la pensi allo stesso modo.. perchè molti di loro stanno diventando amici, data la serenità “sportiva” di una classe che ha voglia di crescere ancora di piu’.
La ricetta gisuta dell’Audi Melges20? Va provata per capirla
Ciao a tutti
Mi intrometto solo per le ferie (di cui sono un esperto):

Se ne hai solo 25… cambia lavoro!
Un salutone Benedetto e ci vediamo alla Gold Cup!
pardon 22 + 4 feste comandate….!!!! ahhhhh
Non riesco a trovare il link per l’acquisto on line su Adesso Vela del Melges 20…
Non c’è ma ci stiamo lavorando su.
Sarà naturalmente una miniserie a tiratura limitata (10) tutta in Brontolo Light Blu e Matte Black, grafica “hot flames”, vele in 3 DI, stick full carbon Avant Garde e targhetta in platino numerata con inciso nome della barca e dell’armatore.
80.000 euro e passa la paura.
Se vuoi la prima fammi una telefonata.
Ehi Alla, ma non sarai per caso troppo costruttivo nelle tue opinioni?
Non mi piace edificare sulle paludi.
quagliò… ci possimo mettere d’accordo…
Caro Mosè,
forse eri meglio se ti chiamavi Noè almeno potevi andare sull’arca….
Sono critico sul punto 6 dove una tensiostruttura e due macchine posteggiate male non fanno la differenza.
Quindi piuttosto che “6- c’è una macchina organizzatava / sponsor / immagine alle spalle che altre classi non hanno la fortuna o il merito di avere” scriverei “6- ci sono Fred / Luisa / Stefano alle spalle che altre classi non hanno la fortuna o il merito di avere”
Generalità e non assiomi!!!
Mi stupisce che Biancaneve non abbia detto ancora la sua?
Ha preso ferie dall’utima volta?
o_0
Il Pacio è avanti a tutti voi che scrivete e commentate anni luce…..non so se ve ne siete accorti…??? Era da un pò che il blog andava avanti lemme lemme con le ormai trite e ritrite spagellate o le foto celebrative del Pavò. E lui allora butta l’esca al momento giusto e subito 12 commenti in poche ore ed il bello deve ncora arrivare probabilmente…. Grande Pacio!! Se vai così alla Gold Cup il Pera si butta dalla funivia del Monte Baldo!!
…senza paracadute…
se non fosse così il Re Nano non sarebbe il capo! Altresì se volete leggere il blog una volta ogni quindici giorni nessun problema vado felicemente in ferie visto che le altre penne magiche sono in pausa di riflessione e lo Scrittore scrive tanto quanti spritz beve. Per chi non lo incontra la sera vi comunico che è BOLLITO con rari sprazi di genialità che in quanto tali sono una spanna avanti….ma pur sempre sono solo sprazzi.
Circa il Monte Baldo e quanto ne commentate, se mi danno le “ali” nessun problema a lanciarmi senza paracadute!!
La vita è fatta di stimoli e non di quantità quindi grazie Pacio di presentarti in vantaggio di 2 a 1. Avrò cura solo di te e del gattino!
Uber Alles quando nel post invocavo i commenti di gente che ci capisce mi riferivo proprio a persone come te!

Il problema è che con le chiacchiere vado forte sin da quando sono ragazzino mentre in barca a vela non è proprio così ……
Per fortuna quel poco che ho imparato è abbastanza per stare davanti al Pera AKA Pavò.
Quindi appuntamento per tutti alla funivia!
Appuntamento al Piazzale Funivie del Monte Baldo il 25 sera! Accorrete, accorrete!
Se mi compro le ciabattine Prada a 300 Euro (costo reale 1,60 Euro) perchè non comprare il Melges20?
Direi che la resistenza delle truppe anti Melges 20 e’ ormai allo stremo delle forze. Mi aspettavo le barricate su questo post e invece i numeri hanno messo tutti d’accordo …
Solo perchè il post lo ha scritto il Presidente…. l’avessi scritto io, altro che Cinque Giornate di Milano…
HellySon tranquillo a breve torno così ti diverti…
e perchè mai dovresti tornare??!!
Era il dicembre di qualche anno fa, il 2008 o giù di lì. Melges 20 era appena stato presentato in USA, pochi gli esemplari costruiti, forse di pre-serie. Venne eletta barca dell’anno quando ancora non era stata disputata una sola regata. C’è da sperare abbiano premiato il prodotto industriale. Molti priconoscimenti, una grande organizzazione di classe ancor prima di vedere la barca sui campi di regata. Questa è assurdo.
LaserSB3 tutta la vita. Classe internazionale su 5 continenti. Livello diventato molto alto. Barca per tutte le condizioni. Vero one design, anche le vele. Costi moooolto più bassi. Quasi zero danni.La più diffusa al mondo.
Questo post, letto oggi, è veramente impietoso…
Ora che il fuoco di paglia del Melges 20 si è consumato, e che i pochi Niubbi che se lo son comprato lo guardano sul carrello pensando “Che figata di barca!! Certo che ha proprio una gran grinta!!!”, ma anche “chissà se trovo un citrullo che me lo compra a 20.000 Euri”, i nodi vengono al pettine. La barca si è fermata esattamente nel momento in cui questo post è stato scritto, una fiammata e basta. La barca d’altra parte è un cesso, e dopo due anni in cui i Pro continuavano a dire che sul “Mosquito” (che orribile furto a uno dei più nobili caccia inlgesi della 2a guerra mondiale…) si faceva scuola vela, finalmente i veri dati del movimento Melges 20 si sono chiariti. I numeri non sono cambiati, gli ipotizzati 100 Melges 20 del 2011 (crisi o non crisi) non si sono mai visti, e non se n’è mai vista manco la metà. Resta una barca da bambini viziati e da imprenditori puttanieri, niente a che vedere con la vela. Chi lo ha in vendita, ormai non riesce a farlo fuori nemmeno per 15.000 Euro, fortunatamente, infatti tutto il movimento della vela spera che gli armatori del Melges 20 restino dove sono e non emigrino in altre classi, rischiando di rovinare l’ambiente.
Guidobaldo, mi vien l’orchite solo a scrivere il tuo nik e ti posto pure nonostante il contenuto a dir poco fazioso.
Il Melges20 disputa un circuito di estremo interesse, con dei numeri che sono in perfetta linea con l’andamento della vela Mondiale. Ti basti osservare il numero delle barche iscritte a Key West per comprendere.
Anacronismo di livello MONDIALE la storia del Compro Vendo, mi chiedo in che mondo vivi o che vela vivi. Parli di “dati alla mano…” raccontaci dunque come si vende una barca a vela e quanto sta tirando il mercato dell’usato… visto che siamo in caduta verticale su tutta la linea e vendere un oggetto galleggiante in Italia è un’impresa titanica.
Definisci la barca è un “cesso”, rispetto a cosa di grazia, certo rispetto a un VOR70 o a un Farr40, ma non credo tu ti riferisca a queste barche. Strano ma vero a Miami i Prof, e ce n’erano tanti (ma proprio tanti) sono scesi entusiasti, ah si alla partenza c’erano “solo” 40 barche, poche rispetto alle 100 di cui tanto si raccontava. Eh si qui ti devo dare proprio ragione rispetto a quanto ci aspettavamo ci siamo fermati a metà strada, e visti i tempi c’è da “baciarsi i gomiti”. Mi incuriosiscono invece quei tuoi epitaffi, “il fuoco di paglia si è consumato”, “nulla a che vedere con la vela…” e “tutto il movimento della vela spera…” spiegaci secondo te 35 barche alle audi series, 27 all’Europeo 40 alla Gold Cup sono numer insufficenti, poi spiegaci chi sarebbe l’”Umano tipo” da vela e chi no chiederti nomi e cognomi mi pare troppo, ma soprattutto non ti pare esagerato scriverci di TUTTO il MOVIMENTO… andiamo su ti prendi la briga di tirar fuori i Niubbi e non ti poni nemmeno un pò di “dubbi…”
Ho riletto tutto l’articolo.
Una sola domanda, come stanno andando le vendite del CQ6?
io sarò un ingenuo o forse un pirla (più probabile) ma tutta ‘sta faziosità su laser, melges, cq6, viper ecc ecc non la capisco. son barche diverse, una più bella e l’altra più brutta, una più veloce e l’altra più lenta, una più fighetta e l’altra più adatta al grande lebowsky. ma alla fine son tutti monotipi, no? son tutti l’essenza della vela, no? ci siamo per fortuna (quasi del tutto) lasciati alle spalle i monotipi-pluritipi stile J24 dove il taroccamento era ormai in stile pimp-my-ride. abbiamo barche uguali dove conta il manico al 95%, il resto lo fanno dettagli. poi uno si prende quello che vuole in base ai soldi, alle località di regata, all’ambiente che vuole trovare e via così. e allora basta rompere i cabasisi, indossate spray top firmati o maglioni della nonna, mettete ‘sti barchini meravigliosi in acqua e via ad allenarsi, che la stagione è alle porte!
Sì sì…tutto questo in un mondo perfetto… la fai facile te…