Le donne che ci fanno sognare!

di - 01/06/2010 : 3 commenti - Lascia il tuo commento

Ieri mattina leggo i risultati di Medemblick dove l’italianissimo 470 femminile, composto da Giulia Conti e Giovanna Micol, ha vinto la Delta Lloyd Regatta.
Non posso fare a meno di chiamare il Coach per fargli i complimenti per le sue ragazze che da Pechino ad oggi non hanno fatto altro che vincere o quasi. Una sensazionale performance che segue il titolo europeo e la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 2009 oltre la vittoria di Palma di Maiorca ed il quarto posto a Hyeres. Traduciamo? Due vittorie su tre eventi di World Cup finora disputati in Europa nel 2009.

Qui a Medemblick 10 prove corse con venti dai 6 ai 20 nodi , l’equipaggio si è presentato alla Medal race di sabato sera (ultima prova fra le migliori dieci in classifica) con ben 17 punti sulla seconda in classifica che gli permettevano di affrontarla in sicurezza controllando da vicino la diretta avversaria. 3 primi, 2 secondi, 2 quarti,un sesto un 15 ed un 16, questo è lo score contro 45 avversarie di ottimo livello.
Ma torniamo alla telefonata al Coach!

Il Carrarino che c’è in lui, e che in passato ha trasmesso anche a me, fa sì che quando ci scambiamo una telefonata è spesso perchè c’è stato un avvenimento che va sopra le righe. Essere Carrarini, per Guglielmo Vatteroni è un dogma e non si possono fare domande banali e ricevere risposte ancor più banali, pena la fine della conversazione o dei lunghi silenzi rinforzati con delle espressioni facciali che non lasciano spazio a dubbi. Gugliè è così, prendere o lasciare, o gli credi o ci stai lontano. Dopo due campagne olimpiche al fianco di Federica Salvà e Manuela Sossi ed una con Giulia Conti e Giovanna Micol, l’esperienza certamente non gli manca ma negli ultimi tempi sembra che sia maggiormente aumentato il feeling col suo equipaggio olimpico e Giulia e Giovanna lo stanno dimostrando ogni giorno che scendono in acqua.

Quindi gli telefono ed oltre ai complimenti, gli domando se posso dare spazio sul blog alle sue ragazze che non vedono mai ripagati sui media gli sforzi ed i sacrifici che solo degli atleti olimpici fanno e solo chi ci ha provato può comprendere.
Dalla risposta affermativa a ciò che seguirà ne passa, ma senz’altro non ci lasciamo sfuggire l’occasione di avere il più promettente team olimpico italiano a tutto tondo: presente….passato….futuro!
Ecco allora direttamente dalle parole di Giulia una presentazione in grande stile:
-Ho 24 anni, e partecipo a regate da quando ne avevo 13: optimist, europa, match-race, yngling e 470. Ho preso parte a 2 Olimpiadi: ad Atene nel 2004 con l’Yngling ed a Qingdao nel 2008 con il 470 .
Ad Atene avevo 18 anni, ero la più giovane della flotta, ero sicura di poter far bene: invece sono arrivata terz’ultima. Sono rimasta affascinata e frastornata dall’evento; seguivo con più attenzioni tutti gli altri sport piuttosto che la vela. Me ne sono accorta solo alla fine. Un risultato migliore era sicuramente alla mia portata, ma certo non con quell’atteggiamento…….ero delusa, ma dopo qualche mese ho capito che era stata lo stesso un’esperienza importante a tal punto che volevo farne subito un’altra. Ho scelto il 470, ho trovato una prodiera già esperta e nel 2005 abbiamo iniziato subito con tantissimo entusiasmo. Mi considero una timoniera molto istintiva ed esigente: Giovanna Micol, la mia prodiera, è più razionale e serena. E’ stata, ed è, bravissima soprattutto a ‘sopportarmi’ quando mi innervosisco e quando non funziona tutto come vorrei. Già nel 2006 abbiamo iniziato a fare buoni risultati tanto da concludere al 6° posto il primo mondiale 470 a cui partecipavamo. Grazie a questo risultato la FIV ci affida ad un allenatore esperto, Guglielmo Vatteroni, che si dedica solo a noi. Così nel 2007 iniziamo un programma personalizzato di allenamenti e regate mirato alla selezione olimpica sia nazionale che internazionale e vengono i primi risultati importanti della mia carriera velica: 1° a Hyeres , 2° agli Europei e 6° al mondiale di Cascais .

Cascais significa aver qualificato l’Italia per le Olimpiadi di Pechino e soprattutto essermi selezionata per la mia 2° Olimpiade. La prima per Giovanna. Pensavo continuamente a Pechino, ma ricordavo sempre Atene. A gennaio 2008 abbiamo il mondiale a Melbourne: andiamo ben preparate e finiamo seconde. Un buon risultato senza dubbio, eppure Guglielmo insiste per analizzare a fondo tutti gli aspetti del risultato, cercando sempre il dettaglio migliorabile. Non capisco perché è così esigente anche dopo un 2° posto. Voglio godermi il risultato, siamo sempre fra le prime in tutte le condizioni di vento, perché pensare alle cose negative? Nelle sue analisi, mi accorgo che in effetti faccio cose giuste e sbagliate senza rendermi neppure conto di farle. Sono sempre andata in regata pensando ad andare più forte e dalla parte giusta, non volendo e non sapendo essere più razionale. Guglielmo, che dal 1992 segue il 470 ad altissimi livelli, continua a farmi esempi di velisti che hanno vinto grazie a regolarità, allenamento, sacrificio, metodo, umiltà……….mi ‘invita’ ad impegnarmi di più con il suo linguaggio ermetico, duro ma sicuro, pieno di ironia (è toscano, di Marina di Carrara!!!!), che a volte fatico a capire ma che mi stimola a ragionare su cosa fanno meglio di me quelli che Vincono le Olimpiadi. Non mi piaceva per niente pensare a freddo ad una prestazione. In fondo, se si trattava di un buon piazzamento significava che mi ero comportata bene. Se invece il risultato era scadente volevo solo dimenticarlo in fretta. Poi ho capito che è fondamentale.

A me piace andare in barca, fra le boe, con qualsiasi condizione, mi piace misurarmi con le altre, ma soprattutto vincere. Essere sconfitta mi fa star male, mi rende nervosa, a volte persino troppo e la mia prodiera è spesso la prima vittima, del tutto incolpevole, dei miei sfoghi. Quando penso a certe sfuriate dopo l’arrivo, mi vergogno, anche se in fondo le ho sempre chiesto scusa…….entro le 24 ore……

Dopo Melbourne facciamo 4° a Palma, 3° a Hyeres e 1° a Medemblik ultima regata prima delle Olimpiadi. Andiamo quindi a Qingdao con molte speranze e molti ci danno favorite per una medaglia. Un paio di prove sbagliate all’inizio, non ci permettono di rischiare, mi innervosisco e non riesco a gareggiare come ho sempre fatto. Finiamo 5°. Torno delusa, il risultato è migliore di quello del debutto ad Atene, ma ero sicura di poter salire sul podio. Giovanna decide a quel punto di fermarsi per completare gli studi, per diventare architetto. Io non riesco a non andare in barca. Provo a cercare altre prodiere con scarso risultato. Faccio del match-race con successo. Ma non mi piace. Voglio tornare in 470. E’ il 2009. Ci sono i Giochi del Mediterraneo a luglio, Giovanna si dice disponibile per Maggio. Il coach mi convince ad aspettarla. Ricominciamo ben motivate, e più consapevoli di cosa vogliamo…dobbiamo…possiamo fare. Vinciamo i campionati europei e poi, di seguito, la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Mi sembra davvero di essere più forte di prima. Questi risultati ci convincono a continuare con un obiettivo ben chiaro: le olimpiadi di Londra 2012.

Penso di aver intuito i miei margini di miglioramento e con Giovanna siamo più consapevoli del nostro livello e dell’impegno necessario. E’ un momento cruciale. Ci ritroviamo con Guglielmo per capire la ‘fattibilità del progetto’: siamo tutti ben convinti di cosa vogliamo…possiamo…dobbiamo fare. Si parte! Un inverno di duro allenamento a Cagliari e poi si inizia con le prime regate: prime a Palma e 4° a Hyeres (dove perdiamo di poco il secondo posto). Siamo contente! E’ migliorato l’approccio alla regata, il rapporto con Giovanna e condivido sempre di più quello che mi trasmette il coach.
Mi piace troppo la vela, lo sport e l’ambiente delle regate: facciamo una vita strana con notevoli sacrifici ma con molte soddisfazioni. Questa attività mi migliora giorno per giorno.
L’obbiettivo è chiarissimo: un podio olimpico, é tutto in funzione di questo.
Questa è la mia priorità, voglio arrivarci preparata al massimo delle mie possibilità assieme a Giovanna e la consapevolezza che ci potranno essere tre avversarie più brave di me, stavolta mi rende più sicura.-

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3 commenti a “ Le donne che ci fanno sognare! ”

  1. Fred on 01/06/2010 at 11:59

    Grande Coach, ma soprattutto grandissime le ragazze che lo sopportarno..;-)

  2. Sento Vento on 01/06/2010 at 14:58

    Dietro una grande donna c’ė sempre un grande uomo

  3. Luca Lalli on 01/06/2010 at 19:49

    Gugliè non si discute….o si ama o si odia.
    Io sono fiero e orgoglioso di essere stato allenato da lui.
    Per me è stato un incontro fondamentale,mi ha insegnato tutto : In mare e a terra.
    SIMPLY THE BEST

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