Al Roland Garros sono finite le palline!
Ultimamente succedono cose strane nel regno della barche a vento.
Chi scrive pensava che con il titolo italiano ex equo di Melges 24 si fosse toccato il fondo ma evidentemente si sbagliava è si è trovato ancora spazio, e tanto, per scavare.
Il Louis Vuitton Trophy in corso a La Maddalena si avvia all’epilogo in un’atmosfera di teatrino rionale di burattini.
Attenzione non parliamo della solita cronaca disfattista all’italiana del tifosetto che vede eliminati in un sol colpo tutti i team Tricolori partecipanti ed invoca al rigore non visto dall’arbitro ma della considerazione oggettiva che decidere i semifinalisti a tavolino (o quasi) sia una buffonata indegna.
Certo si invocheranno le attenuanti generiche dell’assenza di vento, del troppo vento e soprattutto del demolition derby innescato da Aleph che hanno azzoppato il programma ma non può esistere un format sportivo che accetti compromessi del tipo “non c’è tempo per le regate, passa chi è più avanti in classifica nel round robin, pazienza se era prevista sin dall’inizio un’eliminatoria diretta. The show must go on”.
Ma è ancora spettacolo?
Sarebbe un po’ come se dicessero alla grandissima Francesca Schiavone che non potrà giocare la finale del Roland Garros perché piove troppo o perché sono finite le palle da tennis ed il titolo va all’avversaria perché è avanti nella classifica ATP!
Bruno Troublè, che è uno che ci capisce, non avrà bisogno di Adesso Vela per realizzare che così non si va da nessuna parte, ma prima di pensare ai correttivi dovrà giustificare a team e sponsors la mancanza di pubblico, di copertura media e, da ultimo, di significato sportivo!
Si consolerà con l’ottima riuscita delle feste targate Louis Vuitton ….
p.s. ai neozelandesi giova ricordare che in Italia siamo soliti dire “accà nisciuno è fesso”. Qualcuno glielo traduca per favore in modo che continuino ad essere neri ma questa volta dalla vergogna, la pantomima delle avarie a bordo e la disgustosa melina che ne è conseguita non gli rende onore.
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Ci sono due vele:
quella vera (e in prima fila ci metti le classi olimpiche) i cui valori sportivi e di serietà non si discutono. Chi la vede, o meglio chi la fa vedere?? nessuno… Chi la può capire? pochi appassionatissimi. Peccato certo…ma è così purtroppo…per ora.
poi c’è la vela wrestling, discutibilissima in tutto e per tutto… dove però, che piaccia o meno ci trovi la tv (perchè di riffa o di raffa c’è), ci trovi quei due / tre volti che la massa (non il semplice superappassionatissimo) conosce: cayard, de angelis, pelaschia che commenta…. ci trovi un imbrodamento da parte dei media di sponsor che sono lì perchè fa figo…è roba di Vuitton!!
Giustissimo dunque criticare la seconda, mi associo alla vostra critica e sostengo il vostro modo di fare cultura sportiva. Ma i numeri, il caos, lo show per pur circense che sia…chi lo fa? solo la vela wrestling…Rolex Maxi..Vuitton…
Gazzetta: quante righe dedica ad una vittoria in World Cup di Conti / Micol e quante righe (pagine di sportweek!!) alla vela wrestling?
Vela-Wrestling è proprio bella come definizione…
Disdegno
3o corollario di Murphy: Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo.
Legge di Pudder: Chi comincia male, finisce peggio.
Vi sembra normale che una barca della Guardia Costiera venga utilizzata come barca comitato?
Si, dopo i M24 aScarlino e i M32 a Cagliari hanno deciso di dotare le barche comitato di acquavelox …..
Me lo sono chiesto anche io, va anche detto che oltre ad essa c’erano almeno 10 gommoni della GC a delimitare il campo. Chi paga?
Paga Pantalone