Frisco Bay, suggestione tra sogno e passione

E da qualche giorno che ho voglia di scrivere ma alla fine mi prende la tristezza e così lascio perdere. Oggi mi son detto ma si dai fattene una ragione e guarda avanti.
Tra una settimana i ragazzi di B-Lin e di Fantastica partiranno per la “Frisco Bay”, poterli seguire da dietro la scrivania dopo averne condiviso con Loro il sogno provoca un discreto dolore, ma va bene così.
La Baia di San Francisco, al pari di quella di Sydney, è tra le più suggestive al mondo in cui navigare, regatarci costituisce una perla da inserire nel proprio curriculum e da raccontare poi ai nipoti.
Bordeggiare con lo sfondo del Golden Gate o sotto la skyline, oppure lambire l’isola di Alcatraz planando a 20 nodi è qualcosa che pare impossibile da raccontare con le parole, eppure se chiudo gli occhi sento ancora l’adrenalina di quelle corse infinite, il gelo di quell’acqua così scura e l’impetuosità di quel vento a tratti così cattivo, quasi volesse farti del male.
Ore 10 San Francisco California, in porto 25 gradi e sole caldo, fuori una leggera brezza. Tutto lascerebbe pensare che la location sia da braghetta corta, bhè non esageriamo, diciamo da cerata leggera senza scaldina. Poi esci nel trasferimento dallo Yacht Club al campo di regata, ben sotto Alcatraz, la brezza passa rapidamente da 10 nodi a 20 e l’acqua alla prima onda ti fa capire subito di che pasta è fatta… ghiaccio allo stato puro.
Alzi gli occhi e dal ponte un’ombra grigia avanza lenta (neanche troppo). La Nebbia avvolge e afferra il Golden Gate in una morsa scura, oscurando l’orizzonte. Scatta immediato il cappellino di pile. Siamo a settembre e sembra di essere in pieno inverno, 25 nodi, onda corta e ripida e un freddo tremebondo e questo è solo l’inizio. Le Big Boat Series sono l’apoteosi del delirio. I percorsi sono una sorta di cento miglia, il bello è che la devi fare tutti i giorni per una settimana di fila. Riassumendo due ore di bolina e 20 minuti di poppa da ripetere almeno due volte. Un giorno nell’ultima bolina di risalita dal grigio ho visto comparire qualcosa di azzurro, pensavo fosse la Madonna invece era una gigantesca nave portacontainer che attraversava impietosa il campo di regata, facendoci il pelo. Gli operai in miniera avrebbero certamente qualcosa da dire ma abbiate pazienza il qui presente “Giacchetta Lustra” di mare e regate vi racconta e “cagarsi adosso” è un attimo quando ti vedi passare così vicino un bestione che è cento volte te.
Quest’anno però per i 32 durante le Big-Boats è previsto il Pre-Worlds quindi si dovranno sorbire “solo” due/tre bastoni al giorno più il rientro “contromano” in porto. Ne sanno qualcosa quelli che hanno fatto il mondiale Melges24 a San Francisco senza Protector (quando ancora si poteva), rientravano congelati con la penombra e i pellicani che… sorridevano.
In genere i bastoni sono posizionati nel tratto di mare sotto vento ad Alcatraz, un po’ meno trafficato di navi ma dove vento, onde e corrente sono sempre protagoniste assolute. In quel tratto di mare con la sea breeze non c’è un vero e proprio bordo obbligato se non quello disegnato dalla direzione della corrente, che raggiunge intensità ragguardevoli (sotto costa è come un torrente in piena). Presa confidenza con il vento, condito da sani rafficoni, resta la parte peggiore l’onda corta e ripida, difficile da interpretare per la sua irregolarità.
Insomma un campo di regata non solo suggestivo ma estremamente tecnico, in verità un paradiso assoluto dove “noi” sognatori e passionari ci illuminamo d’immenso facendocene un baffo del freddo e della nebbia.
Per i velisti San Francisco non è solo baia ma la sede del Sancta Sanctorum della vela il St. Francis Yacht Club dove sono custoditi tutti i modelli degli scafi più importanti battenti la bandiera rossa e blu del Club, dove impera una maestosa vetrina con le medaglie olimpiche vinte dagli atleti di casa e dove il custode è un enorme uomo di colore che vigila sull’entrata e guai a chi dimentica di togliersi il cappello.
Ad oggi sono 33 gli equipaggi iscritti con sei nazioni rappresentate e… attenti all’”Admiral” e tutta la famiglia Porter, le condizioni della baia di San Francisco gli piacciono proprio tanto.
Buon Viaggio a tutti Voi.
Vigo
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